
Il museo fin dalle sue origini, luogo sacro dedicato alle Muse gelose custodi delle Arti, era uno spazio fisico destinato alla conservazione dei beni culturali quadri, oggetti preziosi, statue creati da celebri o anonimi artisti. Negli ultimi decenni tuttavia i musei hanno subito una evoluzione rispetto alle origini, aprendo le proprie stanze e corridoi al pubblico; i musei iniziavano allora a mettere in luce i propri tesori nascosti, trasformandosi progressivamente da luogo di conservazione a centro di esposizione. Infine la crescita vertiginosa di internet ha catalizzato nuovi stimoli e linfa vitale, la Rete ha infatti sottolineato alcune caratteristiche del Museo contemporaneo soprattutto per quel che concerne l’aspetto mediatico, in questa visione risultano riusciti e di successo i progetti di musei virtuali che hanno posto l’accento sull’informazione e la comunicazione. Il presente progetto, attraverso lo strumento multimediale, intende proporre la realizzazione di un catalogo e di un museo virtuale delle opere di Vincenzo Nappi, scultore belvederese scomparso nel dicembre 1999. Uomo ed artista dai profondi ideali, è riuscito ad imprimere nelle sue opere la sofferenza infinita dell’uomo del Sud, ma anche la sua saggezza interiore, la sua forza, la sua tenacia. L’ambiente, le tormentate problematiche del vivere quotidiano, le speranze e le fantasie giovanili, hanno dato vita al suo “sentire artistico”, trasformandolo, nel tempo, da timido e schivo autore di suggestive sculture in legno abbozzato od anche in creta , in uno splendiso cigno, privo di vanità, pronto però a dare slancio alle proprie opere, conducendole per mano “fuori” dall’anonimato; elaborando per loro espressioni plastiche che recano l’indubbio sapore del genio. Le sue opere posseggono un particolare impulso che data la sensazione di non poter trattenere un insieme vitale e creativo: lo spazio è ugualmente flettibile, diventa materia ossessivamente sofferente ed in cui i tagli, le divaricazioni, le contrapposizioni sono sapientemente coordinate e connesse. “La massa scultorea monolitica viene, dall’artista, lasciata liberamente corrugata, ora corsa da fenditure profonde, ora tesa come da pressioni endogene, ora corrosa e sgretolata in una sofferenza inarrestabile e misteriosa” (Razzetti). Le sue figure vanno a liberarsi nello spazio e lo penetrano con i tagli ed i fiori aguzzi, insistentemente tormentati con profonde significazioni di sofferte umanità: così le numerose opere, quasi presaghe del poco tempo a disposizione, si slanciano in torsioni di corpi all’interno del magma, in reciproche sussistenze, reggendosi l’un l’altra. “Frammenti ed enigmi”, “Il vento”, “Il groviglio”, “Il mondo”, “Il filosofo”, “L’ideale”, “Il peccato”, “Il linguaggio del mare”, “Il vuoto”, “La lumaca”, “Volto di donna”, “Ultima spiaggia”, “Adamo”, “Prima donna”, “Dea belvederese”,… sono solo alcune delle opere del maestro scultore. Ci lascia un patrimonio da custodire gelosamente non solo per la sua entità fisica ed artistica quanto per il messaggio da interpreatre nuovamente con maggiore attenzione, da inseguire quasi per istinto per ritrovare noi stessi, le nostre capacità, la motivazione di essere belvederese, l’ancoraggio a nobile identità. Il Catalogo delle opere e il museo virtuale vogliono essere l’occasione per ricordare lo scultore belvederese ed eternarne la figura di uomo e artista. |
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IO VINCENZO NAPPI di Biondo Daniele Editur Calabria Diamante, 2002 € 7,00 "Affonda in radici lontane la mia conoscenza di Vincenzo Nappi, Scultore belvederese, mio parente ed amico. L'autore. |
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:: GIUSEPPE SICILIANO :: Giuseppe Siciliano nasce a Belvedere Marittimo, già da piccolissimo predilige esprimere il suo essere interiore attraverso motivi e colori. |
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