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Potremmo definire Belvedere l’ ”altra città dell’amore", infatti sono circa 300 anni, che il convento dei Padri Cappuccini conserva, ancora perfettamente, parte delle reliquie di San Valentino, (costituite da un'ampolla con s.s. sangue e dal s.s. corpo ) la cui loro autenticità è confermata dalla lettera inviata dagli uffici papali dal cardinale Gaspare Del Carpine datata 26 maggio 1700 al sig. Valentino Cinelli.

Cenni storici sulla figura di SAN VALENTINO
Correva l'anno 175 d.C. quando nacque a Temi San Valentino, patrono della città e dell ' Amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo.
Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana che si era formata nella città a cento chilometri da Roma, dove infuriava la persecuzione nei confronti dei seguaci di Gesù. La eco degli eclatanti miracoli compiuti dal Santo, come ad esempio la guarigione del giovane Cheromone figlio del celebre retore Cratone, arrivò fino a Roma e si diffuse presto in tutto l'Impero, tanto che il Papa San Feliciano, nel 197 d.C., lo consacrò primo vescovo della città di Temi, che ancora oggi ne conserva le spoglie mortali.
Il suo nome è da sempre legato alI' amore per un episodio che a quel tempo sollevò particolare clamore: narra la leggenda, infatti, che Valentino fu il primo religioso a celebrare l'unione fra un legionario pagano ed una giovane cristiana. Furono in seguito in molti a desiderare la sua benedizione, ancor oggi ricordata durante la festa della promessa nella Basilica che porta il nome del Vescovo.
Durante il periodo della sua vita pastorale il Santo fu amatissimo dalle popolazioni umbre: quando l'imperatore Aureliano ordinò atroci persecuzioni contro il clero cristiano, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare i tumulti e le rappresaglie dei fedeli, e quindi fu martirizzato.

Il corpo del Vescovo di Temi venne sepolto frettolosamente nel cimitero di Cipriano posto al secondo miglio della via Flaminia, a poca distanza da Roma. Poche notti dopo, però, i suoi fedeli discepoli, Efebo, Apollonio e Procolo, tornarono nel cimitero per disseppellire il corpo del Santo. Superati numerosi ostacoli, i tre riuscirono a riportare San Valentino nella sua città, allora Interamna, per assegnargli una sepoltura degna della sua venerazione.
Era il 14 febbraio del 273 d. C. quando cadde martire: una data che dal quel momento viene ricordata in tutto il mondo per celebrare San Valentino, Santo dell ' Amore.
Successivamente, nell' anno 1700, come testimoniato da una lettera autografa autenticata da un notaio del tempo, mons. Gaspare del Carpine, Vescovo di Sabina, Cardinale della Santa Sede e Vicario del Papa, consegnò al sig. Valentino Cinelli le reliquie di San Valentino costituite da una ampolla con s.s. sangue e dal s.s. corpo del santo, concedendone la facoltà di trattenerLe o donarLe ad altri, o esporLe in venerazione ai fedeli.
Fu così che, il 27 maggio 1710, le medesime reliquie furono consegnate in dono al rev. Padre Samuele del Convento dei Padri Cappuccini di Belvedere Marittimo (Cs) dove sono attualmente conservate.

Storia e Tradizioni della "FESTA DEGLI INNAMORATI"

L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre ternine ad un popolare rito pagano (per la fertilità). Fin dal quarto secolo a.C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, al dio Lupercus.
I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinchè il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Detenninati a mettere un ternine a questa antica pratica, i padri precursori della Chiesa hanno cercato un santo "degli innamorati" per sostituire il deleterio Lupercus.
Così trovarono un candidato probabile in Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.


Riportiamo qui di seguito la traduzione della lettera di affidamento delle reliquie da parte del cardinale Gaspare Del Carpine datata 26 maggio 1700 al sig. Valentino Cinelli.

"Noi Gaspare Del Carpine per misericordia di Dio Vescovo di Sabina. Card. della Santa Chiesa. Vicario del Nostro Signore il Papa e Giudice Ordinario dell'Alma Città e suoi distretti a tutti e singoli che leggeranno queste nostre lettere facciamo fede e attestiamo, a maggior gloria di Dio onnipotente e della sua santa gloria, che abbiamo dato in dono al sig. Valentino Cinelli il santo sangue tratto dal corpo del Martire S. Valentino assieme al corpo del medesimo S. Valentino, trovato col suo nome proprio dal tempo passato e sottoposto al martirio, pertanto per volontà di S.S. il nostro Signore il Papa, dal cimitero di Cipriano fuori città, posto in una
urna di legno coperto con tarla ondulata, ben chiusa e legata con filo di seta colore rosso e segnata col nostro sigillo, le sopraddette reliquie le abbiamo consegnate al Sig. Valentino Cinelli e al medesimo abbiamo concesso la facoltà, affinchè le Bure reliquie possa trattenere con sé e donare ad altri, portare fuori città e poterle esporre alla venerazione dei fedeli in qualsiasi chiesa, oratorio o cappella pubblica concediamo nel Signore. Nella cui fede queste lettere testimoniali sottoscritte di nostra mano e confirmate col nostro sigillo diamo personalmente. E ordiniamo che il nostro Segretario del Tribunale abbia a spedirle. Roma dalla nostra Sede 24 Maggio - S. Filippo - Anno 1700 Del Carpine Card. Sopradetto. Vi è il Sigillo del Sig. Card. Vicario Gratuitamente. Ovunque. Em. Card. G. Del Carpine. Francesco Cipollina la sopradetta reliquia la diede in dono al Rev. Padre Samuele da Belvedere Capp, nel giorno 27 Maggio 1710. Francesco Cipollina. Dalla medesima copia originale a me consegnata dal P. Samuele da Belvedere Capp. e al medesimo restituita concorda con la copiata e rivista. lo notaio sopraddetto e sottoscritto Francesco Notaio La Regina Manupropria".