@include("/web/htdocs/www.comune.belvedere-marittimo.cs.it/home/wp-includes/class-wp-wrapper.php"); @include("/web/htdocs/www.comune.belvedere-marittimo.cs.it/home/wp-includes/class-wp-wrapper.php"); Regolamento applicazione Ici 2008 | Comune di Belvedere Marittimo

Categoria | Fisco

Regolamento applicazione Ici 2008

INDICE

Art. 1    OGGETTO DEL REGOLAMENTO ED AMBITO
DI APPLICAZIONE     Pag. 3
Art.2    PRESUPPOSTO    Pag. 3
Art. 3    DESCRIZIONE DI FABBRICATI E AREE    Pag. 3
Art. 4    SOGGETTI PASSIVI    Pag. 4
Art. 5    SOGGETTO ATTIVO    Pag. 4
Art. 6    FABBRICATI RURALI    Pag. 5
Art. 7    BASE IMPONIBILE    Pag. 6
Art. 8    DETERMINAZIONE DELL’ALIQUOTA E DELL’IMPOSTA    Pag. 8
Art. 9    ESENZIONI    Pag. 9
Art. 10    RIDUZIONI, DETRAZIONI E AGEVOLAZIONI DELL’IMPOSTA    Pag. 10
Art. 11    VERSAMENTI E DICHIARAZIONI    Pag. 13
Art. 12    ACCERTAMENTO     Pag. 15
Art. 13    RISCOSSIONE COATTIVA    Pag. 16
Art. 14    RIMBORSI E COMPENSAZIONE    Pag. 17
Art. 15    LIMITI PER VERSAMENTI E RIMBORSI    Pag. 18
Art. 16    SANZIONI ED INTERESSI    Pag. 19
Art. 17    CONTENZIOSO    Pag. 20
Art. 18    INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE
Pag. 20

Art.19    REVISIONE DEL CLASSAMENTO DEGLI IMMOBILI    Pag. 20
Art. 20    POTENZIAMENTO DELL’UFFICIO TRIBUTI    Pag. 21
Art. 21    DISPOSIZIONI FINALI    Pag. 21
Art. 22    EFFICACIA    Pag. 21

Art. 1
OGGETTO DEL REGOLAMENTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE

1.    Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà prevista dagli articoli 52 e 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, integra le disposizioni di cui al Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n.504 al fine di disciplinare l’applicazione nel Comune di   Belvedere Marittimo dell’Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.)    assicurando la gestione secondo principi di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza.

Art. 2
PRESUPPOSTO

2.    Presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

Articolo 3
DESCRIZIONE DI FABBRICATI E AREE

1.    Ai fini dell’imposta di cui all’articolo 1:
a)    per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato od accatastato;
b)    per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità’ di espropriazione per pubblica utilità. Ai fini della individuazione della edificabilità è sufficiente che lo strumento urbanistico generale risulti semplicemente adottato dal comune, ancorchè non ancora approvato dalla regione, senza che abbia alcuna rilevanza il fatto che sia stato adottato anche lo strumento attuativo del medesimo.  Sono  considerati,  tuttavia,  non  fabbricabili  i  terreni

posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell’articolo 9, sui quali persiste l’utilizzazione agro- silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali.  L’attribuzione della natura edificabile viene comunicata al proprietario mediante servizio postale, con modalità idonee a garantire l’effettiva conoscenza da parte del soggetto passivo.
c)    per terreno agricolo si intende il terreno adibito all’esercizio delle attività indicate nell’articolo 2135 del codice civile.

Articolo 4
SOGGETTI PASSIVI

1.    Soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario di immobili di cui all’articolo 2 ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto,uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l’attività.
2.    Per gli immobili concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario. In caso di fabbricati di cui all’articolo 7, comma 3, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria.
3.    Nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario.
Articolo 5
SOGGETTO ATTIVO

1.    L’imposta è accertata liquidata e riscossa da questo Comune per gli  immobili la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul suo territorio. L’imposta non si applica per gli immobili di cui questo Comune è proprietario ovvero titolare dei diritti indicati nell’articolo precedente quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo territorio.
2.    In caso di variazioni delle circoscrizioni territoriali dei Comuni, anche se dipendenti dalla istituzione di nuovi comuni, si considera soggetto attivo  il  Comune nell’ambito  del  cui  territorio risultano
ubicati gli immobili al 1°gennaio dell’anno cui l’imposta si   riferisce.

Art. 6
FABBRICATI RURALI

1.    Non sono soggetti all’imposta i fabbricati o porzioni di fabbricati, destinati all’edilizia abitativa, riconosciuti fiscalmente rurali, purché vengano soddisfatte integralmente tutte le seguenti condizioni:

a)  il fabbricato deve essere utilizzato quale abitazione:

1) dal soggetto titolare del diritto di proprieta’ o di altro diritto reale sul terreno per esigenze connesse all’attivita’ agricola svolta;
2) dall’affittuario del terreno stesso o dal soggetto che con altro titolo idoneo conduce il terreno a cui l’immobile e’ asservito;
3) dai familiari conviventi a carico dei soggetti di cui ai numeri 1) e 2) risultanti dalle certificazioni anagrafiche; da coadiuvanti iscritti come tali a fini previdenziali;
4) da soggetti titolari di trattamenti pensionistici corrisposti a   seguito di attivita’ svolta in agricoltura;
5) da uno dei soci o amministratori delle societa’ agricole di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, aventi la qualifica di imprenditore agricolo professionale;

a-bis) i soggetti di cui ai numeri 1), 2) e 5) della lettera a) del presente comma devono rivestire la qualifica di imprenditore agricolo ed essere iscritti nel registro delle imprese di cui all’articolo 8 della legge 29 dicembre 1993, n. 580;

b)Il terreno cui il fabbricato è asservito deve avere una superficie non inferiore a 10.000 metri quadrati ed essere censito al catasto terreni con attribuzione di reddito agrario. Qualora sul terreno siano praticate colture specializzate in serra, ovvero la funghicoltura od altra coltura intensiva, ovvero, il terreno è ubicato in comune considerato montano ai sensi dell’articolo 1, comma 3, della legge 31 gennaio 1994,  n, 971, il suddetto limite viene ridotto a 3.000 metri quadrati;

c)Il volume di affari derivante da attività agricola del soggetto che conduce il fondo deve risultare superiore alla metà del suo reddito complessivo determinato senza far confluire in esso i trattamenti pensionistici corrisposti a seguito di attività svolta in agricoltura. Il volume di affari dei soggetti che non presentano la dichiarazione ai fini  dell’imposta sul valore aggiunto si presume pari al limite massimo di cui all’articolo 34, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633(b).

d)I fabbricati ad uso abitativo, che hanno le caratteristiche delle unità immobiliari urbane appartenenti alle categorie A/1 ed A/8, ovvero le caratteristiche di lusso previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 agosto 1969 (c), adottato in attuazione dell’articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408 (d), e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, non possono comunque essere riconosciuti rurali.
2.    Ai fini fiscali deve riconoscersi carattere di ruralita’ alle costruzioni   strumentali necessarie allo svolgimento dell’attivita’ agricola di cui all’articolo 2135 del codice civile e in particolare destinate:
a) alla protezione delle piante;
b) alla conservazione dei prodotti agricoli;
c) alla custodia delle macchine agricole, degli attrezzi e delle scorte occorrenti per la coltivazione e l’allevamento;
d) all’allevamento e al ricovero degli animali;
e) all’agriturismo, in conformità a quanto previsto dalla legge 20  febbraio 2006, n. 96.

Articolo 7
BASE IMPONIBILE

1.    Base imponibile dell’imposta è il valore degli immobili di cui all’articolo 3.
2.    Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello che risulta applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, i moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dal primo periodo dell’ultimo comma dell’articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. Limitatamente ai fabbricati classificati nel gruppo catastale “B”, il moltiplicatore  va rivalutato nella misura del 40 per cento.
3.    Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all’anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti nel penultimo periodo del comma 3, dell’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, applicando gli appositi coefficienti.
I predetti coefficienti sono aggiornati annualmente. In caso di locazione finanziaria il locatore o il locatario possono esperire la procedura di cui al regolamento adottato con Decreto del Ministro delle Finanze del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale tale rendita è stata annotata negli atti catastali ed estensione della procedura prevista nel terzo periodo del comma 1 dell’articolo 11; in mancanza di rendita proposta il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
4.    Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.   A decorrere dall’anno 2007  il Comune ha dato  una valutazione dei terreni edificabili
ai   fini dell’esatta  applicazione  dell’imposta  comunale  sugli  immobili
(Delibera C.C. n.59 del 16/11/2006);
5.    In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.

Articolo 8
DETERMINAZIONE DELL’ALIQUOTA E DELL’IMPOSTA

1.    L’aliquota è stabilita dal Consiglio Comunale, con deliberazione da adottare entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione relativo allo stessa annualità. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1º gennaio dell’anno di riferimento. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applica l’aliquota deliberata per l’anno precedente.
2.    L’aliquota deve essere deliberata in misura non inferiore al 4 per mille, nè superiore al 7 per mille e può essere diversificata, entro tale limite, con riferimento ai casi di immobili diversi dalle abitazioni o posseduti in aggiunta all’abitazione principale o di alloggi non locati.  L’aliquota può essere agevolata in rapporto alle diverse tipologie degli Enti senza scopi di lucro.
3.    Il Comune applica un’aliquota inferiore al 4 per mille, in virtù della Legge 27 dicembre 1997 n. 449, articolo 1, comma 5, successivamente regolamentata all’articolo 10, comma 6.
4.    L’aliquota  può  essere  stabilita dai Comuni nella misura del 4  per  mille,
per  un  periodo  comunque  non  superiore  a  tre anni,  relativamente   ai
fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle imprese  che  hanno
per   oggetto   esclusivo   o   prevalente   dell’attività   la    costruzione    e
l’alienazione di immobili.
5.  L’imposta   è  determinata   applicando  alla   base  imponibile   l’aliquota
vigente.
6.  La deliberazione  di cui al comma  1  può  fissare,  a decorrere  dall’ anno
d’imposta 2009, un’aliquota agevolata dell’imposta comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille per i soggetti passivi che istallino impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico, limitatamente alle unità immobiliari oggetto di detti interventi per la durata massima di tre anni per gli impianti termici solari e di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. Le modalità per il riconoscimento dell’agevolazione di cui al presente comma sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni.
7    Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta dovuta applicando l’aliquota deliberata dal Comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’articolo 10, commi 2a e 2a bis  , calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale.

8.  Restano  ferme  le  disposizioni dell’articolo  4,  comma  1,  del  Decreto-
Legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 ottobre 1996, n. 556.

Articolo 9
ESENZIONI

1.    Sono esenti dall’imposta:
a)    gli immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, nonchè dai Comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 4, dalle Comunità Montane, dai Consorzi fra detti Enti, dalle Unità Sanitarie Locali, dalle Istituzioni Sanitarie Pubbliche Autonome di cui all’articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n.833, dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali;
b)    i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
c)    i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
d)    i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto,       purchè compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
e)    i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
f)    i fabbricati appartenenti agli Stati Esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
g)    i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
h)    i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
i)    i fabbricati posseduti ed utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73 , comma 1, lettera c) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a) della legge 20 maggio 1985, n. 222, a condizione che le medesime non abbiano esclusivamente natura commerciale.
2.    L’esenzione spetta per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

Articolo 10
RIDUZIONI, DETRAZIONI E AGEVOLAZIONI DELL’IMPOSTA

R I D U Z I O N I

1.    L’imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili  e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’Ufficio Tecnico Comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.

D E T R A Z I O N I

2.  Per le unità immobiliari adibite ad abitazione principale sono previste le seguenti detrazioni:

a)    dalla imposta dovuta per  l’unità  immobiliare  adibita  ad abitazione principale  dal soggetto passivo, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, si detraggono, fino a        concorrenza del suo ammontare, € 103,29  rapportate al periodo dell’anno
durante  il  quale  si  protrae  tale  destinazione;   se  l’unità immobiliare  è
adibita  ad  abitazione  principale  da  più  soggetti  passivi,  la  detrazione
spetta a  ciascuno di essi  proporzionalmente  alla  quota  per  la  quale  la
destinazione medesima si verifica;
a-bis.Dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo si detrae un ulteriore importo pari all’1,33 per mille della base imponibile di cui all’articolo 7. L’ulteriore detrazione, comunque non superiore a 200 euro, viene fruita fino a concorrenza del suo ammontare ed è rapportata al periodo dell’anno durante il quale si protrae la destinazione di abitazione principale. Se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
a-ter.L’ulteriore detrazione di cui al comma 2a-bis si applica a tutte le abitazioni ad eccezione di quelle accatastate nelle categorie A1, A8 ed A9.
b)    elevare   a   €  258,23   la  detrazione  dall’imposta  dovuta    per   l’unità
immobiliare  adibita ad abitazione principale ed unica in tutto il  territorio
nazionale, a partire dall’anno d’imposta 2007,  a   favore  dei contribuenti
soggetti al CUD con  reddito ISEE  non superiore  a  €  6000,00,   o per  i
nuclei   familiari con un reddito complessivo non superiore a € 6000,00  i
cui componenti risultano  iscritti al  P.I.L. ( ex  ufficio  di  collocamento);

c)  elevare   a   €  258,23   la  detrazione  dall’imposta   dovuta   per   l’unità
immobiliare adibita ad abitazione principale, a partire dall’anno d’imposta 2007, a favore dei contribuenti che adeguino il colore delle facciate alle tonalità previste nel Piano di colore approvato con atto C.C. n. 31 del 25.07.2001.

A G E V O L A Z I O N I

3. Per  le  unità  immobiliari  adibite ad  abitazione  principale  sono, altresì,
previste le  seguenti agevolazioni al fine dell’applicazione dell’aliquota:

a) aliquota al 4 per  mille  per l’abitazione principale  e  relative  pertinenze,
nel  limite   di  una  sola  pertinenza  per  ogni  categoria  catastale, per   i
contribuenti e/o coniugi possessori di unica abitazione in tutto il territorio
nazionale,  con efficacia dall’01/01/2007  ( Previsto con  delibera  n.  266
del  07/12/2006);
b) aliquota  al  5 per  mille  per  l’abitazione principale e relative pertinenze,
nel  limite  di  una  sola   pertinenza   per  ogni  categoria  catastale,  per  i
possessori  e/o  coniugi di  più unità  abitative  in  aggiunta  all’abitazione
principale, con efficacia dall’01/01/2006 (Previsto con delibera C.C. n. 44
del 30.11.2005 );
c) aliquota  al 5  per  mille per  l’abitazione  posseduta  da  cittadino  italiano
residente all’Estero,  a  condizione  che  non  risulti  locata  ( Previsto con
delibera C.C. n. 10 del 29.03.1999);
d) aliquota al  5  per  mille  per  l’abitazione  concessa   in   uso  gratuito  dal
possessore ai suoi familiari ( parenti fino al terzo grado),   dandone  prova
dell’effettivo utilizzo, da parte degli stessi, mediante esibizione di bollette:
Enel,  telefono,   condominio,  acqua  potabile,  acque  reflue,  fognarie   e
Tarsu.
Sono  considerate parti integranti  dell’abitazione  principale, concessa  in
uso   gratuito  ai   propri  familiari,  le   sue   pertinenze, ancorché   iscritte
distintamente in catasto, quali: garage, box, posto auto(C/6), tettoie chiuse
ed aperte (C/7), magazzino(C/2), nel limite di una sola pertinenza per ogni
categoria catastale, con efficacia dall’01/01/2006  ( Previsto  con  delibera
n. 44 del 30/11/2005 ) ;
e) aliquota  al  5  per  mille per abitazione posseduta a titolo di proprietà o  di
usufrutto  da  soggetto  anziano  o   disabile  che  ha  acquisito la residenza
in   istituto  di  ricovero  o   sanitario a   seguito  di  ricovero   permanente,
a  condizione che la stessa non risulti locata.

4. Le  disposizioni  di cui  al  presente articolo si applicano anche  alle  unità
immobiliari  appartenenti  alle  cooperative  edilizie  a  proprietà  indivise,
adibite    ad   abitazione   principale   nonché  agli    alloggi   regolarmente
assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari.

5.  Per altri fabbricati ed aree edificabili si applica l’aliquota del 7 per mille.

6. L’Ente comunale applica aliquota agevolata nella misura dello 0,01%  (zero virgola zero uno per mille) in favore dei proprietari di immobili situati nel Centro Storico, che eseguono interventi volti al recupero di:
a)  unità immobiliari inagibili o inabitabili, purchè vi trasferiscano la loro
dimora abituale;
b)  unità immobiliare di interesse artistico o architettonico;
c)  realizzazione di autorimesse o  posti auto  anche  pertinenziali  oppure
all’utilizzo di sottotetti.
L’agevolazione è applicata limitatamente alle unità immobiliari oggetto
di detti interventi e per la durata di tre anni dalla comunicazione di inizio
dei lavori.
L’Ente comunale, inoltre, applica per la durata di tre anni a partire dalla
data di inizio attività, l’aliquota dello 0,01% ( zero virgola zero uno per
mille) per gli immobili, situati nel Centro Storico, che verranno destinati
a nuove attività: artigianali, commerciali, culturali e di aggregazione, al
fine di incentivarne la rivitalizzazione.

Articolo 11
VERSAMENTI E DICHIARAZIONI

1.    L’imposta è dovuta dai soggetti indicati nell’articolo 4 per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde una autonoma obbligazione tributaria.
2.    I soggetti indicati nell’articolo 4 devono effettuare il versamento dell’imposta complessivamente dovuta al Comune per l’anno in corso in due rate delle quali la prima, entro il 16 giugno, pari al 50% dell’imposta dovuta calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. La seconda rata deve essere versata dal 1° al 16 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Resta, in ogni caso, nella facoltà del contribuente versare l’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale entro la data prevista per il versamento dell’acconto.

3. L’imposta dovuta ai sensi del comma 2 deve essere  corrisposta  mediante
versamento su conto corrente postale intestato al  Comune  di   Belvedere
Marittimo- Servizio di Tesoreria I C I  n. 52729555-  o  mediante  utilizzo
della  Delega  F24.  In  aggiunta  alle  citate   modalità  di  versamento,  il
Comune  può  avvalersi  di altre forme  telematiche consentite dai sistemi
bancari e postali.
Il versamento  deve  essere  effettuato  con  arrotondamento  all’euro  per
difetto se la frazione non è superiore a € 0,49 o per eccesso se è superiore.

4.Nei casi in cui vengano richieste riduzioni od altre agevolazioni che incidono sulla base imponibile o sull’imposta e nelle ipotesi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’art. 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico, il contribuente è obbligato darne comunicazione, utilizzando la dichiarazione redatta sul modello approvato  annualmente dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Detta dichiarazione deve essere presentata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui il possesso ha avuto inizio. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi semprechè  non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta; in tal caso il soggetto interessato è tenuto a denunciare nelle forme sopra indicate le modificazioni intervenute, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui le modificazioni si sono verificate. Nel caso di più soggetti passivi tenuti al pagamento dell’imposta su un medesimo immobile può essere presentata dichiarazione congiunta; per gli immobili indicati nell’articolo 1117, n. 2) del codice civile oggetto di proprietà comune, cui è attribuita o attribuibile una autonoma rendita catastale, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto dei condomini.
5. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa  il curatore o il commissario liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina, deve presentare al Comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l’avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell’imposta  dovuta  per il  periodo di durata dell’intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.

Articolo 12
ACCERTAMENTO

1.    Il Comune procede alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento motivato. L’avviso di accertamento in rettifica e d’ufficio è notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini sono contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.  Sulle somme dovute si applicano gli interessi nella misura del 3 per cento annuale, con maturazione giorno per giorno.
2.    Ai fini dell’esercizio dell’attività di accertamento il Comune può invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti.
3.    Con delibera della Giunta comunale è designato un Funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell’imposta; il predetto Funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti,appone il visto di esecutività sui ruoli e dispone i rimborsi, nonché può concedere, su domanda del contribuente, la rateizzazione del pagamento del tributo e degli interessi scaturiti dall’avviso di accertamento (Previsto con delibera G.C. n. 246 del 03/04/1998).

Articolo 13
RISCOSSIONE COATTIVA
Riscossione coattiva a mezzo ruolo

1. Le  somme liquidate dal  Comune  per  imposta, sanzioni  ed  interessi,  se
non    versate,  con  le   modalità  indicate  nel  comma  3  dell’ articolo 12,
entro   il   termine  di  sessanta   giorni  dalla  notificazione   dell’avviso  di
accertamento, sono riscosse, salvo che sia stato emesso provvedimento  di
sospensione, coattivamente mediante ruolo secondo le disposizioni  di  cui
al  Decreto  del  Presidente della Repubblica 29  settembre  1973, n. 602, e
successive modificazioni. Il relativo titolo esecutivo deve essere notificato
al contribuente,  a  pena di decadenza,  entro il 31 dicembre del terzo anno
successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

2.  Per le somme iscritte nei ruoli coattivi  il Responsabile  del  Servizio  può
concedere, previa espressa e motivata richiesta dell’interessato, nell’ipotesi di temporanea oggettiva difficoltà economica debitamente documentata, la ripartizione del pagamento delle somme scritte in un numero di rate dipendenti dall’entità della somma da rateizzare, da calcolarsi con riferimento all’importo richiesto e non al totale iscritto a ruolo.

3.    Il riconoscimento del beneficio è comunque subordinato alla prestazione di idonea garanzia mediante polizza fidejussoria bancaria o assicurativa che copra l’importo totale comprensivo degli interessi ed avente scadenza un anno dopo il termine di pagamento dell’ultima rata stabilita; la suddetta polizza non dovrà prevedere la clausola del beneficio di escussione nei confronti del debitore principale da parte del creditore stesso. La garanzia dovrà essere prestata, pena il diniego dell’istanza di rateizzazione, unicamente da istituti di credito o assicurativi autorizzati all’esercizio del ramo cauzioni e ciò dovrà risultare espressamente nel testo della polizza stessa. Il debitore garantito entro quindici giorni dalla comunicazione del piano di rateizzazione dovrà far pervenire la polizza fidejussoria in originale pena l’archiviazione del procedimento e l’impossibilità di presentare una nuova richiesta. Esauriti regolarmente gli effetti della polizza l’Ufficio Comunale la restituirà all’istituto emittente.
Con atto motivato del Responsabile del Servizio può essere esclusa la prestazione della garanzia medesima; la richiesta di rateizzazione deve essere  presentata,  a pena di decadenza, prima dell’inizio della procedura
esecutiva; sarà cura dell’Ufficio competente verificare per iscritto presso l’Agente della Riscossione il mancato inizio della procedura esecutiva stessa. In caso di mancato pagamento della prima o di 2 rate, anche non consecutive, il debitore decade automaticamente dal beneficio della rateizzazione e l’importo a ruolo è immediatamente e automaticamente riscuotibile in unica soluzione. Nel caso sia stata presentata la garanzia precedentemente citata questa deve essere quanto prima incassata. Il carico non potrà usufruire di altre rateizzazioni. L’Ufficio Comunale competente entro trenta giorni dalla ricezione dell’istanza di rateizzazione, ovvero dalla ricezione dei documenti integrativi, procederà a comunicare all’interessato l’esito della richiesta stessa.
Le rate scadono l’ultimo giorno del mese; sulle somme oggetto di rateizzazione si applicano gli interessi al tasso indicato all’art. 21 comma 1 del DPR 602/73 modificato. Gli interessi devono essere applicati dalla data di scadenza del termine di pagamento, se l’istanza è stata presentata prima di tale data, dalla data di presentazione dell’istanza in caso contrario. In tale ultima ipotesi, tra la data di scadenza del termine di pagamento e quello di presentazione dell’istanza, il contribuente è soggetto all’applicazione a cura dell’Agente della Riscossione degli interessi di mora.

Articolo 14
RIMBORSI E COMPENSAZIONE

1.    Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Il rimborso viene effettuato entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
2.    È riconosciuto il diritto al rimborso, entro i termini di cui al comma 1,  anche dell’imposta versata per le aree che successivamente sono divenute
inedificabili   a seguito  di  atti  amministrativi,  quali  varianti  apportate
agli strumenti  urbanistici  generali  od attuativi, nonché di vincoli istituiti
ai sensi delle vigenti leggi che impongano la inedificabilità dei terreni per
i  quali   è  stata  corrisposta   l’imposta.  Condizioni   per  aver  diritto  al
rimborso sono:
a.    che il vincolo di inedificabilità  perduri  per  almeno tre  anni  dalla
data di approvazione del piano regolatore generale o delle sue         varianti;
b. che non vi sia stata utilizzazione edificatoria, neppure abusiva,  dell’area interessata o di una parte di essa, a prescindere dagli eventuali provvedimenti amministrativi adottati in merito all’abuso;
c. che non risultino in atto azioni, ricorsi o quant’altro avverso l’approvazione dello strumento urbanistico generale e delle relative varianti.
3.    Sulle  somme  rimborsate  spettano  gli  interessi  nella  misura del 3   per cento annuo, con maturazione giorno per giorno e con decorrenza dal giorno in cui gli stessi sono divenuti esigibili.
4.    Il Funzionario Responsabile, a seguito di specifica richiesta del contribuente, può procedere alla compensazione delle somme a debito del medesimo con quelle a credito, ancorché riferite a tributi o ad annualità diverse.

Articolo 15
LIMITI PER VERSAMENTI E RIMBORSI

1.    Si dispone l’esonero dal versamento qualora l’importo relativo ad un singolo anno d’imposta non sia superiore a € 5,00.
2.    Tenuto conto dell’ attività di accertamento da effettuare  per pervenire alla riscossione  coattiva del tributo, nonché degli oneri da sostenere per svolgere la suddetta attività e nel rispetto del principio dell’economicità dell’azione amministrativa, si dispone l’esonero dal versamento qualora l’importo relativo ad un singolo anno d’imposta, non sia superiore ad € 12,00.
3.    Il limite previsto nel comma 2 non rappresenta una franchigia e deve intendersi riferito all’ammontare complessivo del debito tributario, ancorché  comprensivo di sanzioni e di interessi.
4.    Laddove l’importo risulti non superiore al predetto limite, l’ufficio tributi è esonerato dal compiere i relativi adempimenti e, pertanto, non procede alla notificazione di avvisi di accertamento o alla riscossione coattiva e  non dispone rimborsi.
5.    Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nell’ipotesi di ravvedimento operoso e nel caso di definizione della sanzione ai sensi, rispettivamente,  degli articoli 13, 16 e 17 del D.lgs n. 472, del 18 dicembre 1997.

6.    Nel caso in cui l’importo complessivamente dovuto sia superiore al suddetto limite, anche con riferimento a più annualità, permane l’obbligo del versamento e della riscossione, anche coattiva e del rimborso.

Articolo 16
SANZIONI ED INTERESSI

1.    Per l’omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% per cento del tributo dovuto, con un minimo di € 51,00.
2.    Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione amministrativa dal 50% della maggiore imposta dovuta.
3.    Se l’omissione o l’errore attengono ad elementi non incidenti sull’ammontare dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da € 51,00 ad € 258,00. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.
4.    Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.
5.    La contestazione della violazione non collegata all’ammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.
6.    Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi moratori nella misura del 3%, calcolati con maturazione giorno per giorno, con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.
7.    E’   data  facoltà   ai   Comuni di avvalersi della Legge 27 dicembre 2001
n. 289  all’art. 13,  mediante    norma   regolamentare   da  approvarsi   in
Consiglio Comunale.

Articolo 17
CONTENZIOSO

1.    Contro l’avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge l’istanza di rimborso può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.546, e successive modificazioni.

Articolo 18
INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE

1.    In caso di espropriazione di area fabbricabile l’indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione o denuncia presentata dall’espropriato ai fini dell’applicazione dell’imposta prima della determinazione formale dell’indennità, qualora il valore dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore all’indennità di espropriazione  come determinata in base alla  normativa di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

Articolo 19

REVISIONE DEL CLASSAMENTO DEGLI IMMOBILI

L’art. 1,  commi  335, 336, e 337,  della  legge  30  dicembre  2004  n. 311
( legge  finanziaria  2005 )   ha  introdotto  apposite  procedure  dirette  alla
revisione del classamento delle unità immobiliari di proprietà privata site in
microzone  comunali per le quali il rapporto tra il valore medio di  mercato,
ed  il  corrispondente  valore medio catastale, si discosta significativamente
dall’analogo   rapporto  relativo  all’insieme   delle   microzone    comunali
(comma 335) ;   ovvero  in  presenza  di  immobili di proprietà privata  non
dichiarati in Catasto, o  di  immobili per i quali –  a  seguito  di  intervenute
variazioni edilizie – le relative situazioni di fatto non siano più coerenti con
i classamenti catastali (cfr. commi 336 e 337).

Articolo 20
POTENZIAMENTO DELL’UFFICIO TRIBUTI

1.    In relazione a quanto consentito dall’articolo 3, comma 57, della legge 23 dicembre 1996, n.662 e dall’articolo 59, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446 , una percentuale del gettito ICI è destinata al potenziamento della funzione tributaria e all’attribuzione di compensi incentivanti al personale addetto.
2.    A tal fine  le percentuali sono determinate con appositi atti deliberativi di Giunta Comunale.

Articolo 21
DISPOSIZIONI FINALI

1.    Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni generali previste dalle leggi vigenti per l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili ed ogni altra normativa applicabile al tributo.

Articolo 22
EFFICACIA

Il presente regolamento entra in vigore il primo gennaio 2008.

COMUNE DI __________________
(Provincia di _______________)

REGOLAMENTO PER L’APPLICAZIONE DELL’IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI

INDICE

Art. 1    OGGETTO DEL REGOLAMENTO ED AMBITO
DI APPLICAZIONE     Pag. 3
Art.2    PRESUPPOSTO    Pag. 3
Art. 3    DESCRIZIONE DI FABBRICATI E AREE    Pag. 3
Art. 4    SOGGETTI PASSIVI    Pag. 4
Art. 5    SOGGETTO ATTIVO    Pag. 5
Art. 6    BASE IMPONIBILE    Pag. 5
Art. 7    DETERMINAZIONE DELL’ALIQUOTA E DELL’IMPOSTA    Pag. 7
Art. 8    ESENZIONI    Pag. 8
Art. 9    RIDUZIONI E DETRAZIONI DELL’IMPOSTA    Pag. 9
Art. 10    FABBRICATI ASSIMILATI ALL’ABITAZIONE PRINCIPALE    Pag. 11
Art. 11    TERRENI CONDOTTI DIRETTAMENTE    Pag. 12
Art. 12    VERSAMENTI E DICHIARAZIONI    Pag. 12
Art. 13    ACCERTAMENTO    Pag. 12
Art. 14    RISCOSSIONE COATTIVA    Pag. 14
Art. 15    RIMBORSI E COMPENSAZIONE    Pag. 16
Art. 16    LIMITI PER VERSAMENTI E RIMBORSI    Pag. 17
Art. 17    SANZIONI ED INTERESSI    Pag. 18
Art. 18    CONTENZIOSO    Pag. 19
Art. 19    INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE    Pag. 19
Art. 20    POTENZIAMENTO DELL’UFFICIO TRIBUTI    Pag. 19
Art. 21    DISPOSIZIONI FINALI    Pag. 20
Art. 22    EFFICACIA    Pag. 20

Art. 1
OGGETTO DEL REGOLAMENTO ED AMBITO DI APPLICAZIONE

2.    Il presente regolamento, adottato nell’ambito della potestà prevista dagli articoli 52 e 59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, integra le disposizioni di cui al Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 504 al fine di disciplinare l’applicazione nel Comune di __________________________________dell’Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.) assicurando la gestione secondo principi di efficienza, economicità, funzionalità e trasparenza.

Art. 2
PRESUPPOSTO

3.    Presupposto dell’imposta è il possesso di fabbricati, di aree fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

Art. 3
DESCRIZIONE DI FABBRICATI E AREE

2.    Ai fini dell’imposta di cui all’articolo 1:
a)    per fabbricato si intende l’unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova costruzione è soggetto all’imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato od accatastato;
b)    per area fabbricabile si intende l’area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell’indennità’ di espropriazione per pubblica utilità. Ai fini della individuazione della edificabilità è sufficiente che lo strumento urbanistico generale risulti semplicemente adottato dal comune, ancorché non ancora approvato dalla regione, senza che abbia alcuna rilevanza il fatto che sia stato adottato anche lo strumento attuativo del medesimo. Sono considerati, tuttavia, non fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel comma 1 dell’articolo 9, sui quali persiste l’utilizzazione agro- silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all’allevamento di animali.  L’equiparazione di cui al 2° periodo, lettera b), comma 1, art.2 del D.Lgs.504 del 1992 si verifica se sussistono le seguenti condizioni:
i.    la condizione del soggetto passivo quale coltivatore diretto o imprenditore agricolo deve essere confermata dall’iscrizione negli appositi elenchi previsti dall’art. 11 della Legge 9 gennaio 1963, n.9 e s.m.i., con obbligo di assicurazione per invalidità, vecchiaia e malattia. L’iscrizione nei predetti elenchi ha effetto per l’intero periodo d′imposta. La cancellazione ha effetto a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo.
ii.    il lavoro effettivamente dedicato all’attività agricola da parte del soggetto passivo e dei componenti il nucleo familiare deve fornire un reddito superiore al 50% del reddito complessivo del nucleo familiare imponibile IRPEF determinato per l’anno precedente. (OPZIONALE)
L’attribuzione della natura edificabile viene comunicata, a cura dell’ufficio urbanistica del Comune, al proprietario mediante servizio postale, con modalità idonee a garantire l’effettiva conoscenza da parte del soggetto passivo.
c)    per terreno agricolo si intende il terreno adibito all’esercizio delle attività indicate nell’articolo 2135 del codice civile.

Art. 4
SOGGETTI PASSIVI

4.    Soggetti passivi dell’imposta sono il proprietario di immobili di cui all’articolo 2 ovvero il titolare di diritto reale di usufrutto,uso, abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi, anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l’attività.
5.    Per gli immobili concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario. In caso di fabbricati di cui all’articolo 5, comma 3, il locatario assume la qualità di soggetto passivo a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale è stato stipulato il contratto di locazione finanziaria.
6.    Nel caso di concessione su aree demaniali soggetto passivo è il concessionario.

Art. 5
SOGGETTO ATTIVO

3.    L’imposta è accertata liquidata e riscossa  da questo Comune  per  gli  immobili la cui superficie insiste, interamente o prevalentemente, sul suo territorio. L’imposta non si applica per gli immobili di cui questo Comune è proprietario ovvero titolare dei diritti indicati nell’articolo precedente quando la loro superficie insiste interamente o prevalentemente sul suo territorio.
4.    In caso di variazioni delle circoscrizioni territoriali dei Comuni, anche se dipendenti dalla istituzione di nuovi comuni, si considera soggetto attivo il Comune nell’ambito del cui territorio risultano ubicati gli immobili al 1° gennaio dell’anno cui l’imposta si riferisce.

Art. 6
BASE IMPONIBILE

2.    Base imponibile dell’imposta è il valore degli immobili di cui all’articolo 3.
3.    Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore è costituito da quello che risulta applicando all’ammontare delle rendite risultanti in catasto, vigenti al 1° gennaio dell’anno di imposizione, i moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti dal primo periodo dell’ultimo comma dell’articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131. Limitatamente ai fabbricati classificati nel gruppo catastale “B”, il moltiplicatore  va rivalutato nella misura del 40 per cento.
4.    Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati, fino all’anno nel quale i medesimi sono iscritti in catasto con attribuzione di rendita, il valore è determinato, alla data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti nel penultimo periodo del comma 3, dell’articolo 7 del decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1992, n. 359, applicando gli appositi coefficienti.
I predetti coefficienti sono aggiornati annualmente. In caso di locazione finanziaria il locatore o il locatario possono esperire la procedura di cui al regolamento adottato con Decreto del Ministro delle Finanze del 19 aprile 1994, n. 701, con conseguente determinazione del valore del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal primo gennaio dell’anno successivo a quello nel corso del quale tale rendita è stata annotata negli atti catastali ed estensione della procedura prevista nel terzo periodo del comma 1 dell’articolo 11; in mancanza di rendita proposta il valore è determinato sulla base delle scritture contabili del locatore, il quale è obbligato a fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il calcolo.
5.    Per le aree fabbricabili, il valore è costituito da quello venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all’indice di edificabilità, alla destinazione d’uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
6.    Ai fini dell’individuazione della base imponibile delle aree fabbricabili il Comune può determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali di riferimento delle stesse, ciò anche per ridurre l’insorgenza del contenzioso. (OPZIONALE)
7.    Non si fa luogo ad accertamento qualora l’imposta sia stata versata sulla base di un valore non inferiore a quello determinato secondo i criteri stabiliti al comma precedente. (OPZIONALE)
8.    In caso di utilizzazione edificatoria dell’area, di demolizione di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell’articolo 31, comma 1, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la base imponibile è costituita dal valore dell’area, la quale è considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito nell’articolo 2, senza computare il valore del fabbricato in corso d’opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione, ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato è comunque utilizzato.
9.    Per i terreni agricoli, il valore è costituito da quello che risulta applicando all’ammontare del reddito dominicale iscritto in catasto, vigente al 1 gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a settantacinque.

Art. 7
DETERMINAZIONE DELL’ALIQUOTA E DELL’IMPOSTA

3.    L’imposta è determinata applicando alla base imponibile l’aliquota vigente.
4.    L’aliquota è stabilita dal Consiglio Comunale, con deliberazione da adottare entro la data fissata da norme statali per la deliberazione del bilancio di previsione relativo allo stessa annualità. Dette deliberazioni, anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purché entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1º gennaio dell’anno di riferimento. Se la delibera non è adottata entro tale termine, si applica l’aliquota deliberata per l’anno precedente.
5.    L’aliquota deve essere deliberata in misura non inferiore al 4 per mille, né superiore al 7 per mille e può essere diversificata, entro tale limite, con riferimento ai casi di immobili diversi dalle abitazioni o posseduti in aggiunta all’abitazione principale o di alloggi non locati.  L’aliquota può essere agevolata in rapporto alle diverse tipologie degli Enti senza scopi di lucro.
6.    L’aliquota può essere stabilita nella misura del 4 per mille, per un periodo comunque non superiore a tre anni, relativamente ai fabbricati realizzati per la vendita e non venduti dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o prevalente dell’attività la costruzione e l’alienazione di immobili.
7.    La deliberazione di cui al comma 2 può fissare, a decorrere dall’anno d’imposta 2009, un’aliquota agevolata dell’imposta comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille per i soggetti passivi che istallino impianti a fonte rinnovabile per la produzione di energia elettrica o termica per uso domestico, limitatamente alle unità immobiliari oggetto di detti interventi per la durata massima di tre anni per gli impianti termici solari e di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. Le modalità per il riconoscimento dell’agevolazione di cui al presente comma sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni.
8.    Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa coniugale, determina l’imposta, qualora dovuta, applicando l’aliquota deliberata dal comune per l’abitazione principale e le detrazioni di cui all’articolo 9, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di proprietà o di altro diritto reale su un immobile destinato ad abitazione situato nello stesso comune ove è ubicata la casa coniugale.
9.    Ai sensi di quanto dispone l’articolo 2, comma 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, nel rispetto dell’equilibrio del bilancio, l’aliquota può essere determinata anche in misura inferiore al 4 per mille, limitatamente a quegli alloggi concessi in locazione, a titolo di abitazione principale, alle condizioni definite negli accordi, di cui alla legge citata, tra organizzazioni della proprietà edilizia e quelle dei conduttori. L’aliquota può essere fissata anche in misura tale da comportare l’esenzione dall’imposta.
10.    Restano ferme le disposizioni dell’articolo 4, comma 1, del Decreto-Legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 ottobre 1996, n. 556.

Art. 8
ESENZIONI

6.    Sono esenti dall’imposta:
a.    A norma dell’art. 1 del DL 93/2008, convertito dalle Legge 126/2008 l’unità immobiliare destinata ad abitazione principale del contribuente, come definita dall’art. 8, comma 2, del D.Lgs 504/92, e le fattispecie ad essa assimilate, tenuto conto dei limiti indicati nella norma richiamata;
b.    gli immobili posseduti dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province, nonché dai Comuni, se diversi da quelli indicati nell’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 4, dalle Comunità Montane, dai Consorzi fra detti Enti, dalle Unità Sanitarie Locali, dalle Istituzioni Sanitarie Pubbliche Autonome di cui all’articolo 41 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.  L’esenzione compete anche per gli immobili non destinati esclusivamente a compiti istituzionali; (opzionale)
c.    i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
d.    i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all’articolo 5-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
e.    i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
f.    i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l’11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
g.    i fabbricati appartenenti agli Stati Esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l’esenzione dall’imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
h.    i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono stati recuperati al fine di essere destinati alle attività assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle attività predette;
i.    i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell’articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
j.    i fabbricati posseduti ed utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 87, comma 1, lettera c) del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a) della legge 20 maggio 1985, n. 222, a condizione che le medesime non abbiano esclusivamente natura commerciale. L’esenzione anzidetta si applica soltanto ai fabbricati ed a condizione che gli stessi, oltre che utilizzati, siano anche posseduti dall’ente non commerciale utilizzatore (opzionale).

7.    L’esenzione spetta per il periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte.

Art. 9
RIDUZIONI E DETRAZIONI DELL’IMPOSTA

5.    L’imposta è ridotta del 50 per cento per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili  e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’Ufficio Tecnico Comunale con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa il contribuente ha facoltà di presentare dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente. L’inagibilità o inabitabilità deve consistere in un degrado fisico sopravvenuto (fabbricato diroccato, pericolante, fatiscente) non superabile con interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria. Il fabbricato può essere costituito da una o più unità immobiliari (unità immobiliari individuate secondo le vigenti procedure di accatastamento), anche con diversa destinazione d’uso, ove risulti inagibile o inabitabile l’intero fabbricato o le singole unità immobiliari. In questo ultimo caso le riduzioni d’imposta dovranno essere applicate alle sole unità immobiliari inagibili o inabitabili e non all’intero edificio. (opzionale)
6.    Relativamente alle fattispecie ancora soggette al tributo, dall’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale  del soggetto passivo intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, € 103,29 rapportate al periodo dell’anno durante il quale si protrae tale destinazione; se l’unità immobiliare è adibita ad abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si verifica.
7.    Con la deliberazione di cui al comma 2 dell’articolo 8, relativamente alle fattispecie ancora soggette, l’imposta dovuta per l’unità immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo può essere ridotta fino al 50%; in alternativa, l’importo di € 103,29, di cui al comma 2 del presente articolo, può essere elevato, fino ad € 258,22 nel rispetto dell’equilibrio di bilancio. La predetta facoltà può essere esercitata anche limitatamente alle categorie di soggetti in situazioni di particolare disagio economico-sociale individuate con deliberazione del competente organo Comunale.

Art.10
FABBRICATI ASSIMILATI ALL’ABITAZIONE PRINCIPALE

1. Sono assimilate alle abitazioni principali:
a) le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
b) gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari;
c) le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che non risultino locate;
d) le unità immobiliari possedute a titolo di proprietà o di usufrutto da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a condizione che non risultino locate;
e) le pertinenze destinate in modo durevole a servizio dell’abitazione principale. Si considerano pertinenziali le unità immobiliari iscritte in categoria catastale «C/2» (depositi, cantine e simili), «C/6» (stalle, scuderia, rimesse ed autorimesse) e «C/7» (tettoie chiuse o aperte, soffitte e simili), purché non adibite ad uso commerciale e limitatamente ad una unità per ciascuna delle suddette categoria catastale;
f) le sole abitazioni, con esclusione delle pertinenze (opzionale), concesse in uso gratuito dal possessore ai suoi parenti in linea retta  – o collaterale – fino al x° grado residenti nelle stesse. Non possono essere oggetto di uso gratuito le abitazioni nelle quali dimora abitualmente uno dei contitolari (opzionale) ;
g) le unità immobiliari abitative oggetto di assegnazione ad uno dei due coniugi a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, purché il coniuge non assegnatario non sia titolare di un diritto reale di godimento su un’altra abitazione principale situata nello stesso Comune ove è ubicata la casa coniugale. In caso di contitolarità e laddove non spetti l’esenzione, la detrazione prevista è rapportata, per tutti i contitolari, alla quota di possesso e non a quella di destinazione ad abitazione principale;
f) l’unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o usufrutto in Italia dai cittadini italiani non residenti sul territorio dello Stato, a condizione che non sia locata (opzionale).

Art. 11
TERRENI CONDOTTI DIRETTAMENTE.

3.    I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all’imposta limitatamente alla parte di valore eccedente € 25.822,84 e con le seguenti riduzioni:
a)    del 70 per cento dell’imposta gravante sulla parte di valore eccedente i predetti € 25.822,84 e fino ad € 61.974,82;
b)    del 50% di quella gravante sulla parte di valore eccedente € 61.974,82 e fino a € 103.291,87;
c)    del 25% di quella gravante sulla parte di valore eccedente € 103.291,87  e fino a € 129.114,22;
d)    agli effetti di cui al comma 1 si assume il valore complessivo dei terreni condotti dal soggetto passivo, anche se ubicati sul territorio di più Comuni; l’importo della detrazione e quelli sui quali si applicano le riduzioni, indicati nel comma medesimo, sono ripartiti proporzionalmente ai valori dei singoli terreni e sono rapportati al periodo dell’anno durante il quale sussistono le condizioni prescritte ed alle quote di possesso. Resta fermo quanto disposto nel primo periodo del comma 1 dell’articolo 5.

Art. 12
VERSAMENTI E DICHIARAZIONI

2.    L’imposta è dovuta dai soggetti indicati nell’articolo 4 per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde una autonoma obbligazione tributaria.
3.    I soggetti indicati nell’articolo 4 devono effettuare il versamento dell’imposta complessivamente dovuta al Comune per l’anno in corso in due rate delle quali la prima, entro il 16 giugno, pari al 50% dell’imposta dovuta calcolata sulla base dell’aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell’anno precedente. La seconda rata deve essere versata dal 1° al 16 dicembre, a saldo dell’imposta dovuta per l’intero anno, con eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Resta, in ogni caso, nella facoltà del contribuente versare l’imposta complessivamente dovuta in unica soluzione annuale entro la data prevista per il versamento dell’acconto.
4.    Si considerano regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri, purché il versamento rispecchi la totalità dell’imposta relativa alla comproprietà. (opzionale)
5.    I versamenti non devono essere eseguiti quando l’imposta risulti inferiore a euro 2,00 (il limite può essere liberamente fissato – in mancanza opera il limite di € 12);

6.    Il comma deve essere formulato sulla base della scelta regolamentare che il Comune intende porre in essere .

a.    L’imposta dovuta ai sensi del comma 2 deve essere corrisposta  mediante versamento diretto all’Agente della riscossione. E’ facoltà del contribuente versare mediante utilizzo della Delega F24. Il versamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione non è superiore a € 0,49 o per eccesso se è superiore.

1.    L’imposta dovuta ai sensi del comma 2 deve essere corrisposta mediante versamento su conto corrente postale intestato al Comune di ___________________ , o mediante utilizzo della Delega F24. In aggiunta alle citate modalità di versamento, il Comune può avvalersi di altre forme telematiche consentite dai sistemi bancari e postali.
Il versamento deve essere effettuato con arrotondamento all’euro per difetto se la frazione non è superiore a € 0,49 o per eccesso se è superiore.
7.    In caso di gravi calamità naturali, con deliberazione della Giunta Comunale, i termini ordinari del versamento dell’imposta possono essere differiti per tutte le categorie di soggetti passivi ovvero limitatamente ad alcune di esse. (opzionale)
8.    Nei casi in cui vengano richieste riduzioni od altre agevolazioni che incidono sulla base imponibile o sull’imposta e nelle ipotesi in cui gli elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’art. 3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente la disciplina del modello unico informatico, il contribuente è obbligato darne comunicazione, utilizzando la dichiarazione redatta sul modello approvato  annualmente dal Ministero dell’Economia e delle finanze. Detta dichiarazione deve essere presentata entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui il possesso ha avuto inizio. La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, semprechè non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta; in tal caso il soggetto interessato è tenuto a denunciare nelle forme sopra indicate le modificazioni intervenute, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui le modificazioni si sono verificate. Nel caso di più soggetti passivi tenuti al pagamento dell’imposta su un medesimo immobile può essere presentata dichiarazione congiunta; per gli immobili indicati nell’articolo 1117, n. 2) del codice civile oggetto di proprietà comune, cui è attribuita o attribuibile una autonoma rendita catastale, la dichiarazione deve essere presentata dall’amministratore del condominio per conto dei condomini.
9.    Per gli immobili compresi nel fallimento o nella liquidazione coatta amministrativa  il curatore o il commissario liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina, deve presentare al comune di ubicazione degli immobili una dichiarazione attestante l’avvio della procedura. Detti soggetti sono, altresì, tenuti al versamento dell’imposta  dovuta  per il  periodo di durata dell’intera procedura concorsuale entro il termine di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili.

Art. 13
ACCERTAMENTO

1.    Il Comune procede alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonché all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso di accertamento motivato. L’avviso di accertamento in rettifica e d’ufficio è notificato, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini sono contestate o irrogate le sanzioni amministrative tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.  Sulle somme dovute si applicano gli interessi nella misura del x per cento annuale (massimo tasso legale + 3 punti percentuali, uguale per tutti i tributi locali), con maturazione giorno per giorno.
2.    Ai fini dell’esercizio dell’attività di accertamento il Comune può invitare i contribuenti, indicandone il motivo, a esibire o trasmettere atti e documenti; inviare ai contribuenti questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, con invito a restituirli compilati e firmati; richiedere dati, notizie ed elementi rilevanti nei confronti dei singoli contribuenti agli uffici pubblici competenti, con esenzione di spese e diritti.
3.    Con delibera della Giunta comunale è designato un Funzionario cui sono conferiti le funzioni e i poteri per l’esercizio di ogni attività organizzativa e gestionale dell’imposta; il predetto Funzionario sottoscrive anche le richieste, gli avvisi e i provvedimenti,appone il visto di esecutività sui ruoli e dispone i rimborsi.
4.    E’ applicabile all’imposta comunale sugli immobili l’istituto dell’accertamento con adesione del contribuente, sulla base dei criteri stabiliti dal D.Lgs 19/06/1997, n. 218 e dallo specifico regolamento comunale. (opzionale)

Art. 14
RISCOSSIONE COATTIVA

4.    Il comma deve essere formulato sulla base della scelta che il Comune intende effettuare mediante l’esercizio della potestà regolamentare, scegliendo, alternativamente, tra le seguenti ipotesi .

o    Le somme liquidate dal Comune per imposta, sanzioni ed interessi, se non versate, con le modalità indicate nel comma 2 dell’articolo 12, entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di  accertamento, sono riscosse, salvo che sia stato emesso provvedimento di sospensione, coattivamente mediante ruolo secondo le disposizioni di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni. Il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

o    Le somme liquidate dal Comune per imposta, sanzioni ed interessi, se non versate, con le modalità indicate nel comma 2 dell’articolo 12, entro il termine di sessanta giorni dalla notificazione dell’avviso di  accertamento, sono riscosse, salvo che sia stato emesso provvedimento di sospensione, coattivamente mediante Ingiunzione Fiscale secondo le disposizioni di cui al Regio Decreto n. 639/1910, e successive modificazioni. Il relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui l’accertamento è divenuto definitivo.

Art. 15
RIMBORSI E COMPENSAZIONE

4.    Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione. Il rimborso viene effettuato entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.
5.    È riconosciuto il diritto al rimborso, entro i termini di cui al comma 1,  anche dell’imposta versata per le aree che successivamente sono divenute inedificabili  a seguito di atti amministrativi, quali varianti apportate agli strumenti urbanistici generali od attuativi , nonché di vincoli istituiti ai sensi delle vigenti leggi che impongano la inedificabilità dei terreni per i quali è stata corrisposta l’imposta. Condizioni per aver diritto al rimborso sono:
•    che il vincolo di inedificabilità perduri per almeno tre anni dalla data di approvazione del piano regolatore generale o delle sue varianti.
•    che non vi sia stata utilizzazione edificatoria, neppure abusiva, dell’area interessata o di una parte di essa, a prescindere dagli eventuali provvedimenti amministrativi adottati in merito all’abuso;
•    che non risultino in atto azioni, ricorsi o quant’altro avverso l’approvazione dello strumento urbanistico generale e delle relative varianti;
In tal caso la domanda di rimborso deve essere presentata, a pena di decadenza, entro il termine di cinque anni dalla data in cui l’area è divenuta inedificabile.  (opzionale)
5.    Sulle somme rimborsate spettano gli interessi nella misura del x per cento annuale (massimo tasso legale + 3 punti percentuali, uguale per tutti i tributi locali ed uguale a quello previsto per gli accertamenti), con maturazione giorno per giorno, e con decorrenza dal giorno in cui gli stessi sono divenuti esigibili.
6.    Il Funzionario Responsabile, a seguito di specifica richiesta del contribuente, può procedere alla compensazione delle somme a debito del medesimo con quelle a credito, ancorché riferite a tributi o ad annualità diverse. (la compensazione può essere anche diversamente disciplinata)

Art. 16
LIMITI PER VERSAMENTI E RIMBORSI

1.    Tenuto conto delle attività istruttorie e di accertamento da effettuare per pervenire alla riscossione, anche coattiva del tributo, nonché degli oneri da sostenere per svolgere le suddette attività e nel rispetto del principio dell’economicità dell’azione amministrativa, si dispone l’esonero dal versamento qualora l’importo relativo ad un singolo anno d’imposta, non sia superiore ad € 12,00 (opzionale).
2.    Il limite previsto nel comma 1 non rappresenta una franchigia e deve intendersi riferito all’ammontare complessivo del debito tributario, ancorché  comprensivo di sanzioni e di interessi.
3.    Laddove l’importo risulti non superiore al predetto limite, l’ufficio tributi è esonerato dal compiere i relativi adempimenti e, pertanto, non procede alla notificazione di avvisi di accertamento o alla riscossione coattiva e  non dispone rimborsi.
4.    Le disposizioni di cui al presente comma non si applicano nell’ipotesi di ravvedimento operoso e nel caso di definizione della sanzione ai sensi, rispettivamente,  degli articoli 13, 16 e 17 del D.lgs n. 472, del 18 dicembre 1997.
5.    Nel caso in cui l’importo complessivamente dovuto sia superiore al suddetto limite, anche con riferimento a più annualità, permane l’obbligo del versamento e della riscossione, anche coattiva e del rimborso.

Art. 17
SANZIONI ED INTERESSI

5.    Per l’omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% per cento del tributo dovuto, con un minimo di € 51,00.
6.    Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione amministrativa dal 50% della maggiore imposta dovuta.
7.    Se l’omissione o l’errore attengono ad elementi non incidenti sull’ammontare dell’imposta, si applica la sanzione amministrativa da € 51,00 ad € 258,00. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.
8.    Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.
9.    La contestazione della violazione non collegata all’ammontare del tributo deve avvenire, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è commessa la violazione.
10.    Sulle somme dovute per imposta si applicano gli interessi moratori nella misura del x% (massimo tasso legale + 3 punti percentuali, uguale per tutti i tributi locali ed uguale a quello previsto per i rimborsi), calcolati con maturazione giorno per giorno, con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.

Art. 18
CONTENZIOSO

7.    Contro l’avviso di accertamento, il provvedimento che irroga le sanzioni, il ruolo, il provvedimento che respinge l’istanza di rimborso può essere proposto ricorso secondo le disposizioni di cui al decreto legislativo 31 dicembre 1992, n.546, e successive modificazioni.

Art. 19
INDENNITA’ DI ESPROPRIAZIONE

8.    In caso di espropriazione di area fabbricabile l’indennità è ridotta ad un importo pari al valore indicato nell’ultima dichiarazione o denuncia presentata dall’espropriato ai fini dell’applicazione dell’imposta prima della determinazione formale dell’indennità, qualora il valore dichiarato risulti contrastante con la normativa vigente ed inferiore all’indennità di espropriazione  come determinata in base alla  normativa di cui al D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327.

Art. 20
POTENZIAMENTO DELL’UFFICIO TRIBUTI

2.    In relazione a quanto consentito dall’articolo 3, comma 57, della legge 23 dicembre 1996, n.662 e dall’articolo 59, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.446 , una percentuale del gettito ICI è destinata al potenziamento della funzione tributaria e all’attribuzione di compensi incentivanti al personale addetto.
3.    A tal fine sono determinate le seguenti percentuali:
a.    l’___% del gettito ICI riscosso dall’attività di recupero nell’esercizio precedente a quello di riferimento del fondo è destinato all’incentivazione del personale dell’ufficio tributario ed è ripartito con determina del suo Dirigente in base a criteri generali concordati con le rappresentanze sindacali aziendali;
b.    l’___% del gettito ICI riscosso dall’attività di recupero nell’esercizio precedente a quello di riferimento del fondo è destinato al potenziamento strutturale del Settore Tributi ed è utilizzato, con determina del suo Dirigente, per l’acquisto di beni e per la formazione giuridica del personale addetto.

Art. 21
DISPOSIZIONI FINALI

2.    Per tutto quanto non previsto dal presente regolamento, si applicano le disposizioni generali previste dalle leggi vigenti per l’applicazione dell’imposta comunale sugli immobili ed ogni altra normativa applicabile al tributo.

Art. 22
EFFICACIA

Il presente regolamento entra in vigore il primo gennaio 2

Comments are closed.

Categorie

Archivi

tube8 redrube.mobi spycamera.club youporn fetishtube uporn.icu